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Tibet. Una porta verso Oriente

24,00 €

AA.VV.

Formato: 24x28 cm, 128 pagine 

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Il Tibet, con le sue genti, le sue tradizioni, la sua arte, la sua religione e i suoi paesaggi di forte impatto emotivo, colpisce da sempre per la diversità, la lontananza, la prepotenza della sua singolarità.

Gli eventi che vanno sotto la denominazione di Tibet, una porta verso Oriente si pongono come omaggio ideale a questa koynè culturale, artistica e religiosa, per poterci avvicinare ad un mondo affascinante e accattivante, da cui emerge, con forza, il respiro del Buddhismo. Tutto ciò non solo nel momento espositivo, che si concretizza in questo catalogo, ma anche in quella serie di incontri, conferenze e danze, canti e musiche della tradizione buddhista tibetana organizzati come momento fondamentale per la conoscenza di questo paese.

Osservare l’arte espressa da queste opere, ammirarne le fotografie di volti e di paesaggi vuole far riflettere su un popolo che, nei suoi aspetti peculiari e tradizionali, riesce a sopravvivere in esilio da più di un quarantennio, in una diaspora che rende sempre più difficoltoso il rispetto e la coerenza alle proprie radici culturali.

I curatori della manifestazione hanno inteso dare risalto proprio alla diversità che intercorre non solo tra Oriente e Occidente, ma soprattutto, entro l’Oriente, tra i grandi spazi fisici e spirituali del Tibet e il resto del mondo orientale stesso. E quello che si è voluto far emergere con il lavoro di presentazione di questo universo è, una volta di più, l’afflato sereno e limpido del Buddhismo quale le immagini, gli oggetti e i contenuti etici lasciano trasparire: questa insondabile diversità dà la misura dell’attrazione e del fascino che il mondo tibetano da sempre esercita.

Contemporaneamente, si è voluto rendere un doveroso omaggio a quegli studiosi e viaggiatori italiani che ricoprono una posizione di grande prestigio nell’ambito degli studi e delle ricerche nel variegato mondo dell’orientalistica. Molti tra loro rientrano nel novero dei tanti che hanno mosso i primi passi all’ombra dello studioso piemontese, biellese di origine, Oscar Botto.

Le immagini, le opere, i momenti espositivi di questa porta sull’Oriente vogliono essere un modo per non dimenticare le migliaia di donne e uomini che, nelle parole di Guido Ceronetti conservano una religione non per sé, ma per l’utilità del genere umano in cerca di un arco di salvezza. Con la sua essenza portatrice di Buddha, con il suo popolo sradicato - oggi e domani.

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